Il Decreto Legge n. 1 del 24 gennaio 2012 (c. d. “Decreto Liberalizzazioni”), approvato con modifiche dal Parlamento, è intervenuto su un corposo numero di materie. Viene quindi pubblicata in allegato la Newsletter concernente le principali novità introdotte.
Con la sentenza del 12 Gennaio 2012, la Suprema Corte Sezione Terza Penale ha per l’ennesima volta ribadito che in tema di risarcimento del danno ambientale tutti i soggetti differenti dallo Stato, singoli ed associati, ivi compresi gli enti pubblici territoriali e le regioni, possono agire per il risarcimento del danno derivante da una condotta lesiva all’ambiente solo ed esclusivamente se abbiano dato prova di aver subito - a seguito di tale condotta - la lesione di altri diritti particolari, diversi dall’interesse pubblico, collettivo e generale, alla tutela dell’ambiente. Le pretese fatte valere a tale titolo dai predetti soggetti non possono tuttavia trovare accoglimento sulla base della violazione di un supposto (ma in realtà inesistente) diritto morale alla salvaguardia della sfera funzionale dell’individuo. A carico della parte vi è invece l’onere di dimostrare, in maniera puntuale e precisa, il pregiudizio patrimoniale in concreto sofferto.
Con la sentenza del 13 ottobre scorso nel caso C-439/09, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) ha affermato che una clausola contrattuale che stabilisce il divieto alla rivendita di determinati prodotti via internet costituisce una restrizione della concorrenza per oggetto ex art. 101 TFUE se, alla luce dei prodotti di cui trattasi, risulta non oggettivamente giustificata a seguito di un esame individuale e concreto del tenore e obiettivo della clausola in parola nonchè del contesto giuridico ed economico in cui si colloca.
Con la sentenza C-403/08 del 4 ottobre 2011, la Corte di giustizia si è pronunciata in merito alla liceità dell’utilizzo di decodificatori stranieri al fine di poter accedere alla visione degli incontri di Premier League a condizioni più vantaggiose, in mancanza di autorizzazione da parte della società prestatrice del servizio. Nel caso di specie, alcuni centri di ristorazione del Regno Unito, attirati dal minor costo dell’abbonamento greco rispetto a quello inglese, avevano acquistato un decoder che consentiva la ricezione del canale satellitare diffuso nello Stato estero, sul quale venivano trasmessi gli incontri di Premier League. Tale utilizzo si poneva però in aperto contrasto con la clausola contenuta nel contratto concluso tra la FAPL (Football Association Premier League), società prestatrice del servizio, e gli enti di radiodiffusione nazionali, la quale subordinava la vendita degli apparecchi di decodificazione alla condizione che i clienti non utilizzassero tali schede al di fuori del territorio nazionale interessato.
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 12 luglio 2011, n. 106 di conversione del D.L. n. 70/2011, concernente “Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia”, meglio noto come “Decreto Sviluppo”. Tra le novità introdotte da tale provvedimento vi sono anche rilevanti modifiche, in vigore già dal 14 maggio in virtù della pubblicazione del Decreto Legge, alle disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.lgs. n. 196/2003, di seguito il “Codice”) riguardanti l’attività d’impresa e i rapporti tra operatori economici.
Dopo una lunga attesa, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 1° agosto 2011 il Decreto legislativo n. 121/2011, che introduce i reati ambientali tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa delle imprese ex D.Lgs. 231/2001 e che entrerà in vigore dal prossimo 16 agosto. La pubblicazione del testo definitivo del Decreto mette a tacere una serie di dibattiti in ordine alle ipotetiche fattispecie di reati ed ipotesi di responsabilità, ma al contempo apre un nuovo filone di discussioni in tema di analisi e valutazioni di opportunità, modalità di adozione ed integrazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo in un’ottica di prevenzione dei possibili rischi.
È stato approvato, il 20 luglio, in via definitiva al Senato il DDL “Nuova disciplina del prezzo dei libri” , che entrerà in vigore a partire dal 1° settembre 2011, innovando la precedente disciplina di cui alla Legge n. 62 del 7 marzo 2001, denominata “Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981 n. 416”, entrata “a regime” il 1° gennaio 2005 a seguito di una serie di interventi di modifica (ultimo dei quali il D.L. n. 271/2003) che ne hanno, tra l’altro, prorogato l’efficacia in via “sperimentale” fino al 31 dicembre 2004.