I reati ambientali e un nuovo rischio d'impresa: pubblicato il D.Lgs. 121/2011

03/08/2011

Dopo una lunga attesa, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 1° agosto 2011 il Decreto legislativo n. 121/2011, che introduce i reati ambientali tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa delle imprese ex D.Lgs. 231/2001 e che entrerà in vigore dal prossimo 16 agosto. La pubblicazione del testo definitivo del Decreto mette a tacere una serie di dibattiti in ordine alle ipotetiche fattispecie di reati ed ipotesi di responsabilità, ma al contempo apre un nuovo filone di discussioni in tema di analisi e valutazioni di opportunità, modalità di adozione ed integrazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo in un’ottica di prevenzione dei possibili rischi.

Il nuovo decreto, oltre ad ampliare l‘ambito di applicazione del D. Lgs. 231/2001 ai reati ambientali, introduce due nuove ipotesi di reato all’interno del codice penale, rilevanti anche ai fini della responsabilità “amministrativa” delle persone giuridiche: l’uccisione, la distruzione, la cattura, il prelievo, la detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 727 bis) e la distruzione o il deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (art. 733 bis). Inoltre, il D. Lgs. n. 121/2011 reca novità in materia di sanzioni "Sistri", dirette fondamentalmente a graduare il carico sanzionatorio per enti e operatori.
Alla luce delle novità introdotte dal nuovo decreto 121/2011, soprattutto per quanto riguarda le novità in tema di reati ambientali, al fine di scongiurare questo ulteriore rischio d’impresa derivante dalla sua entrata in vigore sarà opportuno preventivare le attività di aggiornamento del modello di organizzazione, gestione e controllo affinché risulti idoneo quale strumento efficace ed efficacemente adottato al fine di prevenire anche la commissione dei reati ora introdotti. Inoltre, per le aziende a rischio non ancora dotate di un modello sarà necessario valutare l’opportunità di dotarsi di modelli adeguati per prevenire il pericolo di incorrere nella commissione di taluno dei suddetti reati con la conseguente applicazione delle relative sanzioni.
 

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